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Terzo percorso: da Gagliano del Capo a Melpignano

Il Tabacchificio di Gagliano del Capo, realizzato in epoca fascista, è stato riconvertito in un resort. In origine, i diversi vani erano destinati alle diverse fasi di lavorazione del tabacco: pressatura, essiccazione ed imballaggio; non mancava la sala destinata alle donne-madri, in cui si potevano accudire i propri figli. Attualmente questi ambienti sono caratterizzati da fotografie che percorrono la bellezza del territorio e della tradizione salentina.

Il Museo Internazionale Mariano d’Arte Contemporanea (M.I.M.A.C.) di Alessano è una realtà unica in Italia, legata alla Fondazione don Tonino Bello. Questo straordinario uomo di chiesa, presidente di Pax Christi e nativo di Alessano, era particolarmente attaccato a Maria, fedele compagna della sua vita. In questo luogo, in cui la Vergine si configura come “Musa Ispiratrice”, la bellezza dei suoi volti diventa luce di speranza e di pace. Don Tonino diceva, infatti, che l’arte e la bellezza possono ancora salvare il mondo.

A Tricase, l’attività tabacchicola fece del paese un centro di produzione nevralgico, che impiegava ingente manodopera femminile. L’ordine di trasferire a Lecce la produzione, innescò una rivolta nel maggio del 1935, repressa nel sangue, con 5 morti, fra cui tre tabacchine. Nel 1938 si costituì l’Azienda Cooperativa Agricola Industriale del Capo di Leuca, meglio nota come ACAIT, che ebbe sede in questo stabilimento.

Presso il laboratorio delle le sorelle Solazzo di Surano, è stata accostata alla manifattura tradizionale una ricerca sui tessuti antichi (soprattutto ottocenteschi). Una modifica alla tecnica tradizionale del “fiocco leccese” ha creato il “fiocco di Surano”, identificando così un processo produttivo tessile con il luogo di produzione. Anche se l’attività si è ridotta in termini di personale e di produzione, la nuova gestione ha voluto tenere viva l’antica tradizione.

Poggiardo con il Museo degli affreschi di S. Maria degli Angeli è un esempio di civiltà rupestre, particolarmente diffusa nell’area otrantina. Il Museo contiene gli affreschi della cripta, ubicata a breve distanza, ed è una delle testimonianze più significative dell’intreccio culturale tra Oriente ed Occidente che si materializza nelle rappresentazioni mariane.

A Casamassella la tessitura artigianale è ancora oggi un settore economico estremamente importante. La fondazione Le Costantine è frutto della tenacia e della laboriosità delle donne della famiglia Starace e attualmente è uno dei pochi esempi salentini di tessitura su telai in legno artigianali. L’oggetto simbolo di questo laboratorio è la bisaccia, che i nostri contadini utilizzavano per trasportare provviste o attrezzi di campagna. Era il primo capo che le donne tessevano per donarlo al promesso sposo.

Giurdignano con il Menhir di S. Paolo è un possibile riferimento al rituale del tarantismo. Il sito potrebbe aver svolto una funzione devozionale analoga a quella svolta dalla Cappella di San Paolo a Galatina, in cui le donne si recavano all’alba del 29 giugno per chiedere la grazia e la protezione del Santo dal tarantismo.

Ad Otranto, durante l’assedio turco, la chiesa maggiore della Cattedrale fu saccheggiata e ridotta in moschea. Per evitare che rimanessero i segni della cristianità, le pareti furono totalmente imbiancate. Si racconta che solo nella cripta si salvò l’immagine della Vergine con il Figliuolo in braccio perché divenne invisibile agli occhi dei Turchi.

La valorizzazione della creatività è alla base della storia imprenditoriale della “Rufino s.r.l.” di Otranto che, partendo dalla produzione per conto terzi, è approdata a tre linee di prodotti con marchio proprio, con una consolidata esperienza sul mercato. L’attenzione verso la qualità si esprime nella ricerca di ricami, stampe e materiali sempre nuovi e nella scelta oculata di pochi punti vendita in particolari aree strategiche dal punto di vista commerciale. La titolare è un esempio di coraggio e tenacia tutte femminili.

La Notte della Taranta di Melpignano è evento musicale nato con l’idea di innovare la musica tradizionale salentina, contaminandola con altre culture musicali per creare e sperimentare nuove sonorità. E’ una forma di neotarantismo, il cui significato sembra essere legato alla voglia di musica, di danza e di liberazione. In questo modo, musica e danza sono un unico strumento che diverte, svaga, accomuna e socializza. L’ampio piazzale, antistante il complesso architettonico della Chiesa del Carmine e del Convento degli Agostiniani, ospita per l’occasione decine di migliaia di turisti. La “tarantata” di ieri ha determinato lo straordinario evento di oggi.

 


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